FriuliADD | Anti Digital Divide

Archivio di FriuliADD

 

FriuliADD è stato un movimento autonomo, legato all’esperienza dell’Associazione Anti Digital Divide di cui ero Responsabile Regionale per il Friuli Venezia Giulia. Dopo aver contribuito a portare la banda larga nella pedemontana pordenonese, mettendo in comunicazione soggetti pubblici e privati con “consulenze incrociate”, FriuliADD è stato il tentativo di esportare quel modello operativo in altre zone della regione. È stata l’esperienza che ha dato il via a tutto: progetti in tutta italia, conferenze, competenze e riconoscimenti nazionali ed europei.

Ancora oggi molto di ciò che faccio come Digital Life Coach per Aziende e P.A, e come Young Advisor della Commissione Europea deriva direttamente da quanto è maturato in quegli anni. Ci vediamo sul mio sito. Qui sotto trovate l’archivio dei post di FriuliADD, di cui prima o poi ricurerò la formattazione.

A presto,

Federico

 

 

 

Friuli Digital Freedom

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Milano-Palermo in bici. [30 milioni dalla Banda Larga alla tv]

Feb 21, 2011
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L’Italia si dimostra nuovamente decisa a rimanere indietro. Mentre in America - giusto per citare un caso tra i più eclatanti - il presidente Obama ha invitato a cena pochi giorni fa i dodici boss della rete e dell’informatica, come Jobs e Zuckerberg, convinto nell’affermare che internet e social network annessi sono e saranno un punto fondamentale della società, noi, italiani, siamo lo stato dello slogan “più tv, meno internet”. Si sta divulgando a gran velocità in rete la notizia che spiega come l’Italia abbia deciso di destinare moltissimi fondi allo sviluppo del digitale terrestre a sfavore della banda larga. I fondi dedicati nel 2009 allo sviluppo della banda larga erano una quantità considerevole: 800 milioni di euro che oggi sono letteralmente evaporati, lasciandone intatti solo una settantina. A questo punto della questione, non essendo né un politico né un grande esperto del digital divide, mi limiterò a fare delle considerazioni personali da semplice cittadino. Prima di tutto credo che vada messa in chiaro la diversità sostanziale delle due parti prese in causa. La tv è una cosa, internet un’altra. Sono dell’opinione che ad oggi, la televisione italiana non faccia più l’informazione che dovrebbe fare. Non trasmette cultura, non insegna, non stimola, non propone. E non lo dico pensando ai vari reality che abbondano in tv, lo dico per il semplice fatto che ormai ciò che viene proposto in televisione, rapportato alla risorsa internet, è in proporzione decisamente molto bassa. Quando al telegiornale annunciano le notizie, su Twitter, se sai chi o cosa seguire, potresti già sapere tutto. Quando hai bisogno di ottenere un’informazione non trovi documentari d’ogni genere in tv, anzi… non trovi proprio nulla. Si sono aggiunti solo recentemente canali televisivi come Rai Storia che in qualche modo propongono degli interventi interessanti. Senza dilungarmi ulteriormente, per i suddetti motivi ritengo che la televisione non sia un mezzo di informazione a differenza di internet. Differenza sostanziale però. Qualcuno ha detto che internet è l’arma di massa più potente del XXI secolo. Come tutte le cose, naturalmente, sta al buon senso dell’uomo, saper usare una grande risorsa positivamente, anziché arrecando danni irreversibili. Motivo per cui con l’estensione della banda larga ai cinquanta milioni di cittadini non coperti da questo servizio, si può realmente sfruttare internet come una risorsa, come un’occasione. In secondo luogo ritengo che un paese che non investe nella banda larga (che qui in parole povere ho chiamato internet) sia un paese in qualche modo sempre un passo più indietro rispetto ad altri. Eppure gli effetti positivi della rete si vedono rapidamente. Basta pensare alla trovata, semplicissima ma efficace, del ministro Gelmini, che talvolta parla ai giovani tramite youtube. Con una semplice webcam e un grande sito di condivisione di video, una personalità come può essere quella di un qualsiasi ministro, si avvicina a centinaia di migliaia di giovani, con un clik. La decisione fatta dal governo, totalmente sbagliata non è: ci sono ancora molti posti in cui lo sviluppo del digitale terrestre non è così immediato. Nonostante questo però la cosa suona comunque un po’ ridicola. È come se ci ostinassimo ad andare da Milano a Palermo in bici, quando poco più in là potremmo prendere l’aereo. L’America, ovviamente ha già i biglietti pronti. Noi, stiamo gonfiando le gomme. FriuliADD e tutto lo staff colgono l'occasione per dare il Benvenuto a Matteo Troìa nel gruppo invitando tutti voi a visitare il suo blog.

Tra un anno chiudiamo (100 Milioni)

Feb 9, 2011
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Fino a qualche tempo fa i fondi governativi per ridurre il digital divide geografico erano calcolati, compresi anche quelli regionali, in una somma di almeno 1200-1300 milioni di euro. Poi quei soldi mille volte annunciati sono come è noto scomparsi. Oggi il Ministro Romani torna sull’argomento annunciando che per ridurre a zero il digital divide geografico bastano 100 milioni “Con Tremonti abbiamo deciso di stanziare un finanziamento di 100 milioni di fondi fas per la banda larga per ridurre a zero il digital divide entro la metà del prossimo anno” http://www.mantellini.it/?..) Fibra ottica: siamo penultimi nel mondo Fibra ottica: in Italia sempre peggio. A usarla è solo l’1,55% della popolazione. A gennaio avevamo letto i dati della prima metà del 2010, che già mostravano il nostro Paese indietro, al 21° posto nella classifica dei paesi meglio collegati alla Rete. Oggi l’organizzazione Fibre To The Home Council Europe(Ftth) ha presentato i dati aggiornati e, sorpresa, l’Italia scende al 25° posto, scavalcata da Portogallo, Francia e Repubblica Ceca che negli ultimi mesi del 2010 hanno avuto sviluppi migliori. In altre parole: gli altri accelerano e noi restiamo fermi. Saremmo addirittura il Paese con minor penetrazione della fibra nelle case e negli edifici: ci salva la Turchia, al momento ultima della lista, ma solo perché appena entrata. A guidare la classifica mondiale per maggiore penetrazione nelle case sono, come sempre, i paesi asiatici: Sud Corea, Giappone, Hong Kong, Emirati Arabi Uniti e Taiwan. La prima europea è al sesto posto: la Lituania. Come si vede più in basso, i grandi d’Europa non ridono. Secondo gli analisti la Gran Bretagna raggiungerà la maturità (20% di penetrazione) ben dopo il 2020. L’Italia dovrebbe arrivarci entro il 2019, un anno dopo rispetto alle previsioni di qualche tempo fa, nel gruppo dei ritardatari capitanati da Germania e Spagna. [Continua a leggere su http://daily.wired.it/news/internet/fibra.html ]

DIAMO ALL’ITALIA UNA STRATEGIA DIGITALE

Jan 31, 2011
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L’Italia riparta da Internet e dalla tecnologia Per i giovani che si costruiscono una prospettiva, per le piccole imprese che devono competere nel mondo, per i cittadini che cercano una migliore qualità della vita, l’opportunità offerta dalla tecnologia è irrinunciabile. Il XIX secolo è stato caratterizzato dalle macchine a vapore, il XX secolo dall’elettricità. Il XXI secolo è il secolo digitale. La politica ha posto la strategia digitale al centro del dibattito in tutte le principali economie del mondo. Ma non in Italia. Eppure in Italia metà della popolazione usa Internet. La tecnologia è parte integrante della vita quotidiana di milioni di cittadini. Studenti, lavoratori, professionisti e imprenditori si confrontano costantemente con i rischi e le opportunità determinate dall’innovazione tecnologica. Siamo convinti che affrontare con incisività questo ritardo, eliminare i digital divide, sviluppare la cultura digitale con l’obiettivo di conquistare la leadership nello sviluppo ed applicazione delle potenzialità di Internet e delle tecnologie, costituisca la principale opportunità di sviluppo, con benefici economici e sociali per l’intero Paese. Ci rivolgiamo a tutte le forze politiche, nessuna esclusa, sollecitando il loro impegno a porre concretamente questo tema al centro del dibattito politico nazionale. Chiediamo, entro 100 giorni, la redazione di proposte organiche per un’Agenda Digitale per l’Italia coinvolgendo le rappresentanze economiche e sociali, i consumatori, le università e coloro che, in questo Paese, operano in prima linea su questo tema. Richiamiamo l’attenzione di tutte le forze politiche, gli imprenditori, i lavoratori, i ricercatori, i cittadini, perchè non vedano in queste parole la missione di una sola parte, ma di tutto il Paese.

Alzati Italia!

Jan 30, 2011
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http:www.agendadigitale.org

Libertà Condizionata (e provvisoria)

Jan 4, 2011
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Dal Primo Gennaio il Decreto Pisanu non esiste più Ma il Parlamento si prepara a discutere nuovi metodi di controllo Dal primo Gennaio l'articolo 7 del Decreto Pisanu è stato abrogato e finalmente in tutta Italia possiamo accedere alle Reti Wireless senza identificazione obbligatoria. Decadono quindi finalmente tutti gli obblighi di ingiustificata identificazione dell'utente (Carta d'Identità, Numero di Cellulare), di archiviazione degli stessi e di lunghi iter burocratici necessari all'autorizzazione in Questura. Ogni bar, hotel, supermercato, associazione o privato che vorrà metter a disposizione la propria connessione al pubblico potrà farlo senza richiedere autorizzazioni al questore e senza identificare gli user. Gli obblighi stabiliti per la Pisanu restano in vigore solo per gli Internet Point (ovvero dove il servizio primario offerto è l'accesso a Internet). Ma la situazione legislativa italiana non ci fa star tranquilli. Staremmo a festeggiare dopo anni di battaglie se non fosse che il decreto Milleproroghe deve ancora esser trasformato in legge. Ecco che (come avevamo immaginato tempo fa) in sede parlamentare potrebbero sorgere disegni di legge analoghi al Pisanu che riproporrebbero assurde limitazioni alla diffusione del wifi. Insomma, prima di cantar vittoria aspettiamo, ma intanto godiamoci il Wifi libero fino a data di destinarsi: se il decreto verrà trasformato in legge senza modifiche festeggeremo un'Italia più normale, in caso contrario ci saremmo comunque gustati una bella libertà provvisoria. E ricominceremo a lottare.

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