libero

Libertà Condizionata (e provvisoria)

Jan 4, 2011
Un commento

Dal Primo Gennaio il Decreto Pisanu non esiste più

Ma il Parlamento si prepara a discutere nuovi metodi di controllo

Dal primo Gennaio l’articolo 7 del Decreto Pisanu è stato abrogato e finalmente in tutta Italia possiamo accedere alle Reti Wireless senza identificazione obbligatoria.

Decadono quindi finalmente tutti gli obblighi di ingiustificata identificazione dell’utente (Carta d’Identità, Numero di Cellulare), di archiviazione degli stessi e di lunghi iter burocratici necessari all’autorizzazione in Questura. Ogni bar, hotel, supermercato, associazione o privato che vorrà metter a disposizione la propria connessione al pubblico potrà farlo senza richiedere autorizzazioni al questore e senza identificare gli user.

Gli obblighi stabiliti per la Pisanu restano in vigore solo per gli Internet Point (ovvero dove il servizio primario offerto è l’accesso a Internet). Ma la situazione legislativa italiana non ci fa star tranquilli. Staremmo a festeggiare dopo anni di battaglie se non fosse che il decreto Milleproroghe deve ancora esser trasformato in legge. Ecco che (come avevamo immaginato tempo fa) in sede parlamentare potrebbero sorgere disegni di legge analoghi al Pisanu che riproporrebbero assurde limitazioni alla diffusione del wifi.

Insomma, prima di cantar vittoria aspettiamo, ma intanto godiamoci il Wifi libero fino a data di destinarsi: se il decreto verrà trasformato in legge senza modifiche festeggeremo un’Italia più normale, in caso contrario ci saremmo comunque gustati una bella libertà provvisoria.

E ricominceremo a lottare.

IL GAZZETTINO: Le opinioni di FriuliADD e Federico Morello sull’abrogazione del Pisanu

Dec 18, 2010
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Il primo Gennaio p.v l’articolo 7 del famoso Decreto Pisanu verrà finalmente abrogato (o meglio  non rinnovato).

Ecco l’articolo uscito sul Gazzettino pochi giorni fa: LINK ARTICOLO

AGGIORNATO: Wifi Libero! Decreto Pisanu: finalmente un cambiamento ?

Oct 27, 2010
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- Presentata nei giorni scorsi una porposta bipartisan per l’abrogazione delle restrizioni in materia di accesso alle reti WiFi libere.

di Serena Santin

La proposta di legge vuole abbattare alcune limitazioni dell’ articolo 7 del decreto  Pisanu, il quale obbliga  il riconoscimento dell’ utente prima del suo accesso alla rete. Il desiderio è quello di limitare questa richiesta di identificazione solo in stretti casi per la salvaguardia della sicurezza.

La bozza del nuovo provvedimento presentata da Paolo Gentiloni (Pd), Linda Lanzillotta del gruppo dei rutelliani e Luca Barbareschi (Futuro e libertà, di Gianfranco Fini) va ad affiancarsi a quella presentata da Roberto Cassinelli (PdL) nel 2009, il quale ha motivato l’iniziativa ricordando che «in Italia non è così semplice connettersi al web fuori di casa.

La proposta di legge è stata accolta da molte fazioni della nostra politica, anche dallo stesso ex Ministro dell’Interno Beppe Pisanu, autore del celebre decreto antiterrorismo che vieta le connessioni anonime a Internet e impone ai provider di mantenere traccia degli IP utilizzati dagli utenti.

Una norma ritenuta eccessivamente restrittiva (non è stata utilizzata nemmeno dopo l’ 11 settembre negli Stati Uniti), specie alla luce delle ultime evoluzioni tecnologiche e della progressiva diffusione del wireless per collegarsi alla Rete. La proposta di legge prevede una sensibile revisione delle attuali restrizioni per collegarsi alla Rete nei luoghi pubblici e affida al Ministero dell’Interno, di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero della Pubblica Amministrazione e Innovazione l’analisi dei singoli casi in cui potrà essere necessaria la richiesta di un sistema di identificazione dell’utente. Tale soluzione costituirebbe quindi un compromesso per superare gli attuali ostacoli imposti dal Decreto Pisanu e offrire maggiori possibilità di sviluppo delle risorse basate sul wireless.

- Un altro buco nell’acqua?

di Federico Morello

Ringrazio la nostra Serena (Responsabile Ufficio Stampa) per l’articolo pubblicato qui sopra. Tuttavia, a distanza di pochi giorni dalla ricezione del pezzo, ho dovuto mio malgrado modificarlo, poiché i toni ottimistici e propositivi che tutti noi avevamo assunto leggendo la parola “Wifi libero” sui giornali, si sono smorzati, sparendo nel frangente di un’euforica proposta di legge italiana.

Il Consiglio dei Ministri infatti, lo scorso giovedì NON ha discusso la questione (“dimenticando” addirittura di inserirla nei punti dell’o.d.g) liquidando la questione con poche frasi. Un’ iniziativa governativa tempestiva entro il 2011 quindi è da escludere, e personalmente nutro poche speranze nel successo delle proposte parlamentari in materia.

Quindi, il 31 Dicembre di quest’anno assisteremo ad una nuova ulteriore deroga del Decreto? Assisteremo ancora a negozi e bar costretti a seguire interminabili procedure di autorizzazione riproposte poi con i medesimi modi e tempi alla popolazione? Nel dubbio, il buon Quintarelli ancora una volta arriva in aiuto con la To do List che chi vuole offrire connettività in luoghi pubblici deve seguire:

Per i servizi al pubblico, invece, la situazione e’ diversa. Chi offre servizi al pubblico (non in circoli privati), a rigor di legge, deve·

  • avere una autorizzazone generale dal ministero ed essere iscritto al Registro degli Operatori di Comunicazione
  • pagare i contributi annuali
  • inviare comunicazioni periodiche annuali di aggiornamento
  • predisporre una Carta dei Servizi e relative misurazioni e comunicazioni annual da mandare all’AGCOM
  • comunicare periodicamente al Ministero dell’Interno il numero di richieste di accesso ricevute dall’autorità giudiziaria
  • inibire tramite DNS poisoning i  siti indicati dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato e dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedo-Pornografia su internet
  • Gestire i log di traffico in base ai provvedimenti del garante della Privacy
  • Avere un servizio di helpdesk e di informazioni sull’offerta commerciale (anche se a costo 0)
  • Dichiarare al dipartimento Innovazione  marca, modello, ubicazione e caratteristiche degli Access-Point installati
  • Rispondere tempestivamente alle richieste dell’autorit’ giudiziaria e trattarne la relativa documentazione in modo congruo con le indicazioni del garante della privacy
  • altri adempimenti minori, come il Documento Programmatico di Sicurezza

Ad esempio, per la gestione dei log di traffico, occorrono due server con supporto RAID.  Il Testo Unico sulla Privacy nella sezione relativa ai dati di traffico telefonico e telematico (lettera a) comma 3) prevede  che i sistemi destinati a memorizzare  dati di traffico oltre 6 e fino a 12 mesi per finalità di accertamento e repressione dei reati siano fisicamente separati da quelli per altre finalità. (e ovviamente devono essere altamente disponibili)

AGGIORNAMENTO:

Ci avranno sentito? http://www.repubblica.it/politica/2010/10/27/news/wi-fi_maroni_nuova_legge_per_superare_decreto_pisanu-8487229/?ref=HREC1-4

Maroni: “Il decreto Pisanu è superato
In Cdm norma per accesso e sviluppo Wi-Fi”

L’annuncio durante il question time alla Camera. Per il ministro dell’Interno, alla luce dell’evoluzione tecnologica, è necessario “un nuovo equilibrio tra esigenze di sicurezza e accesso alla rete”

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